Si può essere sovversivi chiedendo che le leggi vengano rispettate da chi ci governa (Ennio Flaiano)

giovedì 4 marzo 2010

Immigrazione e campagna elettorale

Ragionare di immigrazione in campagna elettorale sembra essere impossibile. Molto più facile sentire slogan pregiudiziali se non ideologici. Quasi che l’elettore debba essere considerato incapace di un giudizio razionale. Non sono di questo avviso e torno quindi a parlarne su questo blog.

Il 17 Febbraio scorso la Commissione Episcopale per le Migrazioni ha emesso un comunicato stampa che così riassumo.
1. I fatti di Rosarno dimostrano che la carenza di progettualità politica e l’assenza delle istituzioni diventano causa di sfruttamento e conflittualità sociale. I fatto di via Padova a Milano evidenziano come l’esclusione sociale e la ghettizzazione provocano scontri tra etnie e crescente conflittualità.
2. Gli sgomberi di campi rom, senza un progetto preciso che tuteli le famiglie e i minori, costituiscono un attacco ai diritti delle persone e delle famiglie, oltre che un motivo ulteriore per esasperare le relazioni tra le persone coinvolte.
3. Nell’apposito capitolo del Dossier Caritas/Migrantes 2009, estrapolando le denunce presentate contro autori noti ed equiparando le classi di età tra italiani e il numero effettivo degli immigrati si arriva a stabilire un uguale tasso di criminalità tra italiani e stranieri residenti. E’ pertanto impropria ogni criminalizzazione pregiudiziale e generalizzata degli immigrati.
Il comunicato si conclude con un l’auspicio che i temi della giustizia sociale e dell’integrazione ritornino al centro dei programmi e delle politiche locali, evitando che la tematica dell’immigrazione sia usata pregiudizialmente e ideologicamente per scopi elettorali.

Navigando i siti di molti candidati, non pochi dei quali si definiscono cattolici, si trovano proposte di significato diametralmente opposto. Non politiche di integrazione, ma tolleranza zero. Non promozione di reciproca conoscenza culturale, religiosa, di stili di vita, ma ronde. Non proposte ragionate, ma slogan ad effetto. Molti luoghi comuni.

Eppure resto convinto della innata capacità di integrazione dei lombardi. Peraltro molto più profonda di quanto certi slogan di politici vorrebbero far intendere.

3 commenti:

  1. Maria Angela4 marzo 2010 17:45

    L'immigrazione è uno di quei fenomeni su cui ognuno di noi deve esercitare la virtù della vigilanza. Vigilanza perchè gli immigrati sono oggi tra le persone più deboli e sfruttate della nostra società, da datori di lavoro senza scrupoli e disonesti. Vigilanza perchè la voglia di consenso fa dimenticare ai governanti il dovere di osservare il diritto e la giustizia. Vigilanza perchè troppe volte anche noi cristiani dimentichiamo le parole di Gesù "Ero straniero e mi avete accolto"

    RispondiElimina
  2. Augusto ha ragione. Spesso, troppo spesso, da parte di candidati cattolici (o, meglio, che così si definiscono)si n sentono accenti e discorsi che parlano di immigrazione come se fosse un'emergenza per l'ordine pubblico e non, come ci ricordano i vescovi, un fenomeno storico che la politica deve saper governare, senza isterie, ma con progetttualità. La cultura leghista dell'esclusione e dell'emergenza è già penetrate in molte coscienze. E' ora di dire basta.

    RispondiElimina
  3. E' vero, la questione integrazione dei migranti in politica rappresenta un campo minato, soprattutto per i cattolici che, se sono tali, non possono aderire a posizioni preconcette e intolleranti. Ma pregiudizio e intolleranza sono i sentimenti più diffusi nel corpo elettorale verso i migranti. L'atteggiamento dei cattolici del centrodestra mi ripugna per la sudditanza culturale che essi manifestano nei confronti del leghismo. A te Augusto il compito (arduo) di stanarli, di suscitare in loro una reazione "d'onore e di coscenza"!

    RispondiElimina