Si può essere sovversivi chiedendo che le leggi vengano rispettate da chi ci governa (Ennio Flaiano)

giovedì 5 aprile 2012

I Sindaci e le molte insidie dell'IMU

Non hanno torto i Sindaci a lagnarsi del ruolo di esattori conto terzi che il Governo ha assegnato loro con la nuova IMU. Buona parte dei denari che chiederanno ai cittadini andrà direttamente allo Stato. Ma la faccia ce la mettono loro.

Peraltro la situazione dei Comuni è drammatica: le loro casse sono vuote. Saranno quindi costretti ad applicare aliquote alte, soprattutto sugli edifici che non sono abitazioni principali. E queste aliquote si applicheranno su rendite catastali aumentate del 60%. Insomma, sarà un salasso per molti.

Inevitabile attendersi, in molti comuni, azioni di lobby da parte dei soggetti forti, pure loro minacciati dalla crisi, sulle forze politiche che amministrano le nostre città. Non sarà facile, per le amministrazioni di centrosinistra, mantenere dritta la barra dell'attenzione ai più deboli.

Nelle prossime settimane, quando i Consigli comunali approveranno i bilanci del 2012 e le relative aliquote, sarà palese chi ce l'avrà fatta e chi no.



mercoledì 4 aprile 2012

Sul Registro comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento

Nella seduta di Lunedì 22/4, il Consiglio Comunale di Saronno ha approvato l'istituzione del Registro Comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento.
Ho votato in dissenso dalla maggioranza cui apartengo.
In seguito ho ricevuto alcune richieste di rendere disponibile il mio intervento in CC.
Lo faccio qui, tramite il blog.

1. Questa sera non siamo chiamati ad esprimerci sul cd Testamento Biologico. Il titolo della mozione vi fa riferimento, ma l’oggetto del deliberato è un altro. Siamo chiamati ad esprimerci sull’istituzione di un Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento da parte del Comune di Saronno.

2. Questa sera non siamo chiamati ad esprimerci su uno di quei temi che normalmente vengono definiti “eticamente sensibili” o “principi non negoziabili”. Perché se è vero che il testo della mozione richiama in premessa diritti inviolabili, citando articoli della nostra Costituzione, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e quant’altro, ancora una volta nessuno di questi ha attinenza diretta con il dispositivo della mozione, che riguarda invece l’istituzione di un Registro delle DATda parte del nostro Comune. Anzi, l’art. della nostra Costituzione a mio avviso più affine al tema della mozione è il 117 (non citato nella mozione) il quale dispone che "la tutela della salute" è materia di legislazione concorrente tra Stato e Regioni, ma non dei Comuni.

3. Sono favorevole a che un cittadino, se lo ritiene, possa depositare l’espressione delle sue volontà di “fine vita” da far valere qualora dovesse trovarsi impossibilitato ad esprimerle direttamente. Sono quindi favorevole all’istituzione di un Registro delle Dichiarazioni (forse meglio Disposizioni) Anticipate di Trattamento.

4. La domanda che ho posto a me stesso e mi permetto di porre al Consiglio è allora la seguente: l’approvazione di questa mozione è lo strumento adatto perché ciò possa legittimamente avvenire? La riposta che mi sono dato è negativa. Provo a elencare alcune motivazioni:
  • Oggi non esiste nel nostro Paese una normativa che disciplini l’istituzione di questo “registro”. Non esiste una normativa che disciplini come una Pubblica Amministrazione e soprattutto un Ufficiale di Governo quale è il Sindaco, debbano comportarsi in merito
  • Esiste invece un conflitto interpretativo in ordine a tale comportamento tra l’ANCI da una parte e i ministeri dell’Interno, Del Lavoro e Politiche Sociali e della Salute dall’altra. La posizione dell’ANCI è parzialmente richiamata nel testo della mozione. Quella dei tre ministeri è contenuta in una Direttiva Interministeriale (19/11/10) che recita tra l’altro così: “Il Comune, [secondo quanto previsto dall’art. 14 D.Lgs. 18 agosto 2000, n 267] gestisce, per conto dello Stato e tramite il Sindaco nella sua qualità di Ufficiale di Governo solo i servizi elettorali, di stato civile e di anagrafe. Ulteriori funzioni amministrative possono essere affidate ai Comuni dalla legge che regola anche i relativi rapporti finanziari assicurando le risorse necessarie”. (omissis) Pertanto, non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime le iniziative volte alla introduzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento. In tale quadro si potrebbe anzi ipotizzare, un uso distorto di risorse umane e finanziarie con possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore”. Siamo quindi di fronte a due posizioni sostanzialmente antitetiche
5. Da ultimo. Sappiamo essere all’esame del Parlamento il cd "Disegno Di Legge Calabrò", testo che personalmente trovo emendabile in più punti, ma questo esula dall’argomento in discussione questa sera. E’ invece pertinente quello che il testo di tale DDL, (come modificato dalla Camera ed ora incardinato al Senato) recita all’art. 9 (Disposizioni finali), dove, tra l’altro, si legge: “E’ istituito il Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento nell’ambito di un archivio unico informatico nazionale. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio e` il Ministero della Salute”.

Credo che qualsiasi legge verrà approvata dal Parlamento in ordine al cd Testamento Biologico (che personalmente preferirei fosse definita legge sulle Disposizioni del Fine Vita), non potrà che istituire un Registro Unico Nazinale delle DAT e il titolare dei dati che vi confluiranno non potrà che essere un organo centrale della P.A. Del resto mi appare difficile scovare una ratio in base alla quale si dovrebbe delegare la titolarità di una materia così delicata agli 8092 Comuni italiani, buona parte dei quali non avrebbe neppure la struttura per gestirla con le sufficienti garanzie per i cittadini.

Conclusione

Le disposizioni che ciascuno di noi potrebbe voler esprimere in ordine al suo fine vita sono un argomento tremendamente serio. Consentirgli di farlo è questione di civiltà.

Ma se è vero che questa sera non siamo chiamati ad esprimerci sul Testamento Biologico, né a dirimere il conflitto tra ANCI e ministeri, è altrettanto vero che siamo chiamati a dar prova di saper correttamente amministrare. Tema questo, a mio avviso, non meno eticamente sensibile di molti altri.

Se, tramite il nostro voto, dicessimo ai cittadini che approviamo questa mozione con l’obiettivo di istituire un Registro Comunale giuridicamente valido dove potranno validamente depositare le loro Dichiarazioni Anticipate di Trattamento perché così facendo difendiamo i loro diritti civili, renderemmo loro un cattivo servizio. Perché di ciò, questa sera, noi non abbiamo certezza. Di più, e qui invito alla riflessione le colleghe e i colleghi della maggioranza cui appartengo, correremmo il rischio di mutuare metodi non nostri e che abbiamo più volte condannato: quelli di parlare alla pancia dell’elettorato o di una sua parte, non di rendergli un servizio.

E questa, a mio modesto avviso, è una tentazione alla quale, chi ha cultura di governo, non dovrebbe cedere.

sabato 10 marzo 2012

Alfano a Orvieto tra disperazione e lucida follia

Bondi l'ha chiamata scuola di formazione politica, quella che ha affastellato ad Orvieto. E c'erano quindi da aspettarsi contenuti positivi e toni improntati alla speranza.

A giudicare dai due interventi del segretario politico, sembra invece aver prevalso la disperazione.

E' questo lo stato d'animo che si evince dalle parole di Angelino Alfano. Che ancora questa mattina si è prodigato all'inverosimile per nascondere il tramonto di Berlusconi (che gli ha preferito la Dacia di Putin) e le tremende responsabilità del PdL per la situazione al  limite del default che il governo Monti ha ereditato.

Aveva una ricetta per ogni problema Angelino: per la riforma del lavoro, per le banche, per la crescita, per le PMI, per gli ordini professionali, per...  Ma non una ricetta nuova, frutto di una responsabile analisi del catastrofico fallimento di quasi vent'anni di governo. Angelino parlava come se lui e i suoi al governo non ci fossero mai stati; come se lo spread a 600 punti lo avesse lasciato in eredità, che so, il governo Prodi. Erano le solita minsestra, quella cucinata per anni e anni da Berlusconi, Bossi e Tremonti, con i risultati che conosciamo.

Ma soprattutto, Angelino, era dominato dall'angoscia di avere un compito improbo: quello di essere chiamato a riuscitare un cadavere: il PdL.

Provare compassione per il politico (non l'unico a dire il vero) del "lodo" e delle leggi ad personam, mi riesce un po' difficile. Ammetto però che assumersi il compito di risuscitare qualcuno, senza chiamarsi Gesù Cristo, richiede coraggio. O lucida follia.

giovedì 8 marzo 2012

In difesa di Riccardi

Diciamolo senza giri di parole: il ministro Riccardi ha ragione.

I giochini messi in atto ieri dalla PdL sono il peggio che ci si possa aspettare, anche da mestieranti della politica. Come non esserne schifati?

La missione strategica che Silvio aveva affidato al "fedele" Confalonieri era fallita. L'aveva spedito da Monti a pretendere l'assegnazione gratuita delle frequenze digitali e la proroga fino al 2013 (campagna elettorale inclusa) degli attuali impresentabili veritici RAI, ma dopo neanche un'ora era tornato scornato. A questo punto il Silvio ha deciso di boicottare il vertice Monti-maggioranza e ordinato al docile Angelino di farsi intervistare da Mediaset per inscenare il teatrino che conosciamo. Ripeto, come non esserne schifati?

Riccardi ha detto una sacrosanta verità. E che sia tale lo conferma la lista dei nomi che più rumorosamente lo hanno contestato: Cicchitto, Gasparri, Brunetta, Crosetto. Che spettacolo!

Caro Riccardi, avanti così. Questa gente sono zombi di una stagione drammatica per il nostro Paese, ma che fortunatamente abbiamo alle spalle. Una stagione che non tornerà.

venerdì 2 marzo 2012

Mario Monti dopo Mario Monti?

Sorprende il grado di popolarità di cui il Governo Monti continua a godere. Nonostante l’Italia sia ormai in recessione economica. Sorprende in rapporto alla durezza e impopolarità di gran parte delle misure varate. Anche se va detto che alcune di queste non hanno ancora dispiegato i loro effetti sui cittadini, ma lo faranno tra breve. I Comuni, infatti, si apprestano ad approvare bilanci per il 2012 che risentiranno pesantemente della manovra Salva Italia. Ad iniziare dall’applicazione dell’IMU. E ancora ci attende la riforma del mercato del lavoro, che pur appartenendo ai provvedimenti detti Cresci Italia, potrebbe riservare sorprese non del tutto gradite. Lo dico senza pensare all’abolizione dell’art. 18, che personalmente auguro resti e le cui tutele spero sia in futuro possibile estendere anche a chi oggi ne è escluso.

Senza necessariamente scomodare premi Nobel quali Paul Krugman e Joseph Stiglitz o “rivoluzionari” della Teoria Monetaria Moderna, quali l’economista americano James K. Galbraith, che assegna un ruolo benefico al deficit pubblico e all’inflazione, mi permetto sommessamente osservare che il rigorismo oltre misura, imposto dal Cancelliere Merkel all’Europa tutta, rischia di causare disastri sociali certi a fronte di benefici almeno incerti: Grecia docet. Questo per dire che se da una parte il Governo Monti è probabilmente l’unico possibile nell’attuale contingenza e come tale va sostenuto, non per questo tutte le misure adottate sono da ritenersi le migliori in assoluto.

La domanda circa la popolarità di questo Governo quindi resta. Né credo la possa evadere la pedagogica quanto indispensabile sobrietà cui l’esecutivo meritoriamente si ispira e che ha consentito, alla sola Presidenza del Consiglio di conseguire, nei primi cento giorni, risparmi per 43 milioni di Euro, e una riduzione del 92% nel costo dei voli di Stato!

Certo gli ultimi mesi del precedente Governo avevano consegnato l’Italia alla derisione planetaria, suscitato l’allarme rosso in mezzo mondo e condotto il Paese ad un soffio dal default. Fortunatamente la saggezza dei meccanismi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione e la lungimiranza del Presidente Napolitano hanno indotto forze politiche che si combattevano aspramente a garantire al nuovo Governo Monti una inedita quanto ampia maggioranza parlamentare. Ma quel passo, ancorché obbligato dal disastro incombente, ha rappresentato una svolta inaspettata nelle sue conseguenze politiche. Se lo stile, la sobrietà e la competenza tecnica dei “nuovi” hanno affascinato gli italiani e le misure adottate hanno riammesso il nostro Paese nel novero della comunità internazionale, il feeling imprevisto creatosi con i cittadini ha spiazzato le stesse forze politiche al cui sostegno il Governo è legato, riducendole in una sorta di imbarazzata afasia. Solo cittadini esasperati da governanti inconcludenti potevano preferire chi promettere lacrime e sangue a chi dispensava illusioni.

Trascorsi 100 giorni, alla permanente condizione di smarrimento, si è aggiunta una preoccupazione bipartisan: se nei prossimi 12 mesi questo Governo dovesse centrare anche solo una parte degli obiettivi di crescita che promette, perché gli elettori dovrebbero fare a meno del “tecnico” Monti dalla primavera del 2013? E posto che l’attuale Primo Ministro potrebbe succedere a se stesso senza neppure dover modificare la legge elettorale, se ciò dovesse accadere, si aprirebbero scenari da brividi: una tecnocrazia “illuminata” che governa per decreto con un Parlamento che docilmente converte in legge. Bene ha fatto quindi Pierluigi Bersani a lanciare la campagna Destinazione Italia «con l’obiettivo di ascoltare i problemi concreti delle varie realtà territoriali e metterci la faccia». Solo tornando in mezzo alla gente la classe politica può allontanare lo spettro della sua inutilità. Il PD sembra averlo capito; ma il tempo si è fatto breve. Le elezioni del 2013 sono dietro l’angolo.

(Pubblicato su In Piazza, marzo 2012)

venerdì 3 febbraio 2012

La novità politica? Il governo tecnico

da internet
Ci sono molte sfide dentro il decreto Cresci-Italia, secondo significativo pacchetto di interventi del governo Monti. Il primo, a dire il vero, del quale il Presidente del Consiglio si assume paternità. Il precedente, Salva-Italia, altro non era che la concretizzazione di impegni da altri sottoscritti. Sollecitati perfino, ma al solito non mantenuti.

Sicuramente positivi gli interventi che puntano a rimettere al centro l’interesse generale del Paese rispetto a quello di singole categorie che troppo a lungo hanno lucrato ingiustificate rendite di posizione. Positivi anche gli interventi rivolti ai cosiddetti poteri forti. Anche se, una qualche maggiore dose di coraggio verso banche, assicurazioni e petrolieri, tanto per citare qualche esempio, pare a chi scrive che male non avrebbe fatto. Sarà ora indispensabile che il governo non si lasci influenzare dalle proteste, che già hanno mostrato il lato meno civile di alcune categorie. O dalle lobby che, anche in Parlamento, tenteranno ogni sorta di ricatto per modificare a loro vantaggio il pacchetto prima di votarne l’approvazione.

Giova qui ricordare che già Bersani e Prodi, prima che gli italiani consentissero a Berlusconi di portare l’Italia ad un soffio dal baratro, introdussero misure non meno 'rivoluzionarie'. Non si deve certo agli “scudi” e condoni della trimurti Berlusconi-Bossi-Tremonti se in questi anni abbiamo potuto fare te¬lefonate a un costo via via decrescente, se abbiamo fruito di un qualche ribasso sui prezzi dei farmaci, se abbiamo goduto della portabilità del mutuo casa e della cancellazione della penale per l’estinzione anticipata, che hanno portato immediati benefici alle famiglie e costretto le banche a rendere più competitivi i loro prodotti.

Bene quindi ha fatto il segretario nazionale del PD a schierare il partito a sostegno del Governo “senza se, senza ma e senza rinunciare a sostenere le nostre proposte”. Ed è su quest’ultimo aspetto che vale qualche osservazione.

Le condizioni emergenziali che hanno partorito il governo Monti autorizzano a tributargli molti più riconoscimenti che critiche. Non per nulla solo un partito in disfacimento come la Lega, oltre a chi ha legato indissolubilmente il suo onore di giornalista al “metodo Boffo”, gli fanno opposizione becera e sistematica. Ma le poche settimane trascorse dall’insediamento del governo “tecnico” sono sufficienti per affermare che proprio li sta la novità politica. Si potrebbe dire che nulla mai, nella storia repubblicana, ha inciso tanto profondamente nel rapporto cittadini - governanti. Lo dicono i sondaggi, che danno la sua popolarità a livelli impensabili in relazione alle misure durissime sino ad oggi adottate. Lo conferma l’allarme rosso scattato in casa PdL: a Berlusconi, inchiodato all’angolo e costretto dal suo fallimento a sostenere Monti in Parlamento, non sfugge che ogni obiettivo raggiunto rende sempre più impietoso il confronto con le macerie lasciate dal suo raccogliticcio esecutivo. Ma se i provvedimenti sino ad ora assunti dal governo appaiono prevalentemente positivi, un partito come il PD non può accontentarsi: deve guardare oltre. Abolire i privilegi è primario atto di giustizia. Ma dimenticare che deregolamentazioni, privatizzazioni e concorrenza selvaggia alla Regan o alla Thatcher sono all’origine dei nostri guai, sarebbe imperdonabile miopia politica per il centrosinistra. Ricorda l’accademico ed economista Robert Reich che “Una fede sconsiderata nella libera concorrenza può distruggere i diritti dei cittadini, soprattutto i più deboli e quelli il cui sostentamento dipende solo dal proprio lavoro, se non adeguatamente tutelato. Quando l’appetito del consumatore vince sul diritto del cittadino, ciò avviene a tutto danno dell’uguaglianza che sta alla base della democrazia”

Priorità assoluta, quindi, è creare occupazione. Merce molto rara nel nostro modello economico quando la crescita è destinata ad essere (nelle migliori ipotesi) alquanto contenuta. E obiettivo arduo da raggiungere con i soli interventi fiscali o di deregulation. Compito del PD è lavorare, assieme ai democratici europei, ad un piano, rivoluzionario quanto le “lenzuolate” di Bersani e Prodi, che metta al centro la massima occupazione. E che difficilmente potrà trarre vantaggi dall’abolizione dell’articolo 18.

(pubblicato su In Piazza - gennaio 2012)